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Museo di Storia Naturale della Maremmamusei della maremmaFondazione Grosseto Cultura

2014


Il 2014 si è rivelato essere un anno particolarmente importante per il progetto. Nel Parco Regionale della Maremma la coppia “storica” di falchi pescatori si è riprodotta con successo per il quarto anno consecutivo. La schiusa è avvenuta il primo di maggio, con la nascita di un pulcino. Ma la novità straordinaria di quest’anno è la presenza di una seconda coppia riproduttiva, che si è insediata su di un nido artificiale costruito nell’ambito del progetto all’interno della riserva Naturale della Diaccia Botrona. Un grande successo! L’area è infatti molto idonea, in quanto estremamente ricca di pesce e situata in una posizione ottimale. Sin dall’inizio del progetto lo scopo finale era quello di creare una popolazione nidificante composta da più coppie che colonizzassero tutta la fascia costiera Toscana e le isole prospicenti. A questo scopo erano stati realizzati i nidi artificiali in Diaccia Botrona e il WWF ne aveva realizzati altri nelle Oasi e Riserve Naturali di Orbetello e Burano. Falchi con anello del progetto erano stati osservati anche in altre aree interessanti, come ad esempio il lago di Massaciuccoli. Infine, nel 2012, il Responsabile del progetto grazie ad una collaborazione con il Parco Nazionale dell’arcipelago Toscano e il Parco Regionale della Corsica, erano stati installati quattro nidi artificiali sulle scogliere dell’isola di Montecristo, altro sito di storica importanza per la specie in Toscana. 
Tornando alla novità del 2014, in Diaccia la coppia formata da una femmina con anello blu (dunque rilasciata nell’ambito del progetto) ed un maschio con un anello Euring (che potrebbe essere uno degli individui del progetto che ha perduto l’anello colorato o un individuo proveniente da un altro paese) ha dato alla luce ben tre pulcini!
La cosa non è molto comune e, nei casi in cui accade, raramente il terzo piccolo riesce a sopravvivere. I tre pulli del nido in Diaccia, tuttavia, sembrano cavarsela molto bene, grazie alla grande disponibilità di cibo: seguono un preciso ordine di imbeccata e crescono in modo piuttosto simile, senza grandi differenze tra i tre. Il team di ricerca è fiducioso che se la possano cavare. Tutti questi dati sono disponibili grazie ad una telecamera installata direttamente sul nido, che trasmette in tempo reale immagini ad un computer collocato all’interno della Casa Rossa, presso il centro visite della Riserva Naturale gestita dalla Provincia di Grosseto. I piccoli falchi e i loro genitori sono monitorati con regolarità e dallo studio delle registrazioni sarà possibile ricavare importanti informazioni su alimentazione e comportamento di questo interessantissimo rapace.
I prossimi passi? Equipaggiare sia il giovane del Parco della Maremma, sia i tre giovani falchi in Diaccia con radio satellitari GPS/GSM per seguirne gli spostamenti anche dopo l’avvenuta dispersione e durante tutto l’inverno.
Il progetto sta iniziando a dare i frutti sperati, giusta ricompensa per il duro lavoro di tutti coloro che in questi anni hanno contribuito attivamente al progetto. Ci auguraimo che nei prossimi anni le coppie in Toscana continuino ad aumentare, da Burano fino a Massaciuccoli e, perché no, a Montecristo e a Capraia, ricongiungendosi così alla popolazione Corsa e ricostituendo quella che in passato doveva essere una delle popolazioni più importanti del Mediterraneo.
 
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